Allenarsi con la pubalgia? Gli errori da evitare

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pubalgia nei runner
La pubalgia è una delle nemiche più subdole del runner, visto che si insinua lentamente, all’inizio come un fastidio, poi diventa un dolore insistente che rovina ogni allenamento.
Ma cosa succede se si decide di “stringere i denti” e continuare a correre con la pubalgia?
In questo articolo analizziamo gli errori più comuni, cosa non fare, e come affrontare questo disturbo con l’aiuto del fisioterapista in modo tale da darti tutte le informazioni necessarie per superare con tranquillità questa fastidiosa problematica.

Correre con la pubalgia: perché è un errore

Molti runner sottovalutano i primi segnali, pensando si tratti di una problematica leggera, come una contrattura passeggera. Così continuano ad allenarsi finché il dolore diventa insopportabile.
Ma ti sei mai chiesto cosa succederebbe se continuassi a correre con la pubalgia in fase acuta? Ecco cosa succederebbe:
  • Aggrava l’infiammazione
  • Aumenta il rischio di lesioni secondarie
  • Rende la guarigione molto più lenta
  • Modifica la biomeccanica e peggiora la postura

pubalgia nei runner

Gli errori più comuni

1.Ignorare il dolore e continuare gli allenamenti: molti corridori temono fermamente di perdere forma fisica o preparazione, perciò continuano ad allenarsi ignorando il dolore. Questo atteggiamento  rischia di rendere la pubalgia cronica, rendendo più difficile la cura e la successiva ripresa, costringendo il runner a uno stop ancora più lungo.
2.Autodiagnosi e automedicazione senza fisioterapista
3.Fare stretching eccessivo degli adduttori (può peggiorare!): uno degli errori più comuni è forzare lo stretching nella zona dolorosa. Questo può peggiorare l’infiammazione se non è fatto in una fase corretta e con guida esperta. A volte, è proprio l’eccesso di allungamento a generare tensione dannosa.
4.Usare solo farmaci antinfiammatori senza affrontare le cause
5. Autodiagnosi e automedicazione: Leggere online e prendere antinfiammatori “a sensazione” può mascherare i sintomi, ma non risolve nulla. Ogni pubalgia è diversa e va affrontata con una valutazione professionale.
6. Allenarsi sempre su superfici dure o in discesa: Le superfici troppo rigide, così come i percorsi in pendenza, aumentano lo stress sui muscoli pelvici. Un runner con pubalgia dovrebbe evitare questi terreni finché il dolore non è risolto.
7. Sottovalutare il core e la stabilità del bacino: Un addome debole e un bacino instabile costringono i muscoli adduttori a “lavorare per compensare”, contribuendo alla comparsa del dolore.
8. Usare scarpe sbagliate o troppo usurate: La postura e l’appoggio del piede influenzano tutta la catena muscolare fino al bacino. Correre con scarpe inadatte può essere la causa primaria del problema.

Cosa consiglia il fisioterapista

  1.  Interrompere subito l’attività fisica che provoca dolore
  2. Sottoporsi a una valutazione biomeccanica per individuare squilibri
  3. Iniziare un percorso fisioterapico personalizzato con:
  • Terapie manuali su catene muscolari rigide
  • Esercizi di rinforzo e controllo motorio
  • Correzione posturale e tecnica di corsa
  • Trattamenti strumentali (tecar, laser, onde d’urto)

Quando si può ricominciare ad allenarsi?

Non esiste una regola fissa, ogni persona ha capacità di movimenti e capacità di ripresa differenti. Il fisioterapista monitorerà:
  • La riduzione del dolore
  • Il recupero della mobilità e forza muscolare
  • L’equilibrio posturale

Allenamenti alternativi consigliati

Durante la pausa dalla corsa si può restare attivi con attività a basso impatto:
Allenarsi con la pubalgia è uno degli errori più comuni (e più dannosi) per un runner. Fermarsi, affidarsi a una valutazione fisioterapica e seguire un piano di recupero è l’unica strada per tornare a correre davvero. La fisioterapia non solo cura la pubalgia, ma ti aiuta a prevenirne le recidive. Per un consulto personalizzato, puoi approfondire i servizi di fisioterapia offerti da Quasar Fisioterapia a Corciano.